Chi risale la catena montuosa dai versanti veneti, può fare affidamento su una nutrita serie di rifugi, la maggior parte dei quali è facilmente raggiungibile in auto, diverso è invece per chi proviene dal trentino, dove trova un ambiente più selvaggio con pochi e non organizzati punti di sosta.
Il motivo di una struttura così numerosa e capillare di rifugi è dovuta a motivi geo-politici, lungo l'attuale confine tra le regioni Veneto e Trentino, correva più di un secolo fa, il limite tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico.
Nelle zone di confine, già in parte presidiate dall'antica Repubblica Veneta, sono sorti varie casermette della Guardia di Finanza per sorvegliare i valici, ora sebbene non più necessarie per combattere il contrabbandismo che caraterizzava anche queste cime, sono rimasti questi antichi guardiani dei passi a rendere testimonianza di un passato relativamente vicino ma a noi già tanto lontano.


A volte infatti il termine rifugio ben poco si addice se paragonato agli equivalenti delle altre catene assai più note, forse sarebbe più appropriato definirli dei punti di appoggio per gli escursionisti o piccoli alberghetti per i turisti della domenica, comunque vogliamo definirli al loro interno troveremo ospitalità e simpatia, e sempre un piatto caldo pronto

i principali rifugi sul versante veronese
Rifugio Mario Fraccaroli
Rifugio Passo Pertica
Rifugio Pompeo Scalorbi
Rifugio Revolto
Rifugio Boschetto

i principali rifugi sul versante vicentino
Rifugio Antonio Giuriolo a Campogrosso
Rifugio Bertagnoli alla Piatta
Rifugio Cesare Battisti alla Gazza




 
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