la “Chiamata di Marzo” fa centro
2010-03-02 La Chiamata di Marzo, edizione numero 17, ha incassato una raffica di successi, decretati da un pubblico di oltre diecimila spettatori. Le previsioni meteo davano pioggia, di quella che rovina tutto. Comunque il presidente dell’Associazione “Ciamar Marso”, Alberto Camposilvan, aveva assicurato che la manifestazione si sarebbe svolta in ogni caso. Non è piovuto, non è stato eccessivamente freddo, gli 81 carri e gruppi iscritti hanno sfilato, per un totale di 1.260 figuranti.Al suono del corno del presidente onorario, Costante Faccio, si è mossa la lunga carovana, da via Bruni puntando direttamente sul centro storico. Due ali di folla entusiasta ammirava curiosa il lungo spettacolo di vita d’altri tempi, interpretati in modo magistrale dai recoaresi e dalle contrade, che hanno portato in mostra itinerante veri e originali attrezzi ed utensili, soprattutto legati alle attività quotidiane. Ciascuno indossava gli abiti della tradizione, interpretando un ruolo e consentendo al pubblico presente di conoscere aspetti delle consuetudini di vita dell’Alta Valle dell’Agno per lo più d’altri tempi. Fin dal primo mattino, la statale 246 per recoaro mostrava una vivacità inconsueta di auto in transito e già da Valdagno, a 10 chilometri dal centro termale, erano dislocati volontari della Protezione Civile, per assistere gli automobilisti e per indicare la possibilità di accedere al servizio di trasporto gratuito. All’ingresso del centro termale tutto era stato predisposto per l’organizzazione delle soste e il miglior utilizzo di tutte le superfici possibili da adibire a parcheggio. Ciò nonostante, nel primo pomeriggio, la congestione era tale da costringere il servizio d’ordine ad interrompere il flusso delle auto in arrivo. Data l’imponenza della folla, l’attività di controllo è stata svolta dalla Protezione civile, dagli Alpini, dall’Associazione carabinieri, dalla Protezione Civile della Valle dell’Agno, dalla Croce Rossa, da carabinieri e polizia locale. In municipio è stata allestita la sala operativa, con monitor e collegamenti radio. In tutto per il servizio d’ordine sono state mobilitate 150 persone ed ha funzionato egregiamente, in piena collaborazione tra le varie associazioni. Da segnalare due incidenti: uno avvenuto sul Piazzale della Cabinovia, dove una donna è inciampata cadendo e procurandosi una lussazione alla spalla; l’altro, occorso ad un signore scivolato nella valletta vicina al Parco Comunale, ma rimasto illeso. Tutto si è concluso a sera piazzale della cabinovia, con la premiazione di tutti i partecipanti, il grande falò dell’”Omo de paia”, cioè l’inverno. Festosa conclusione con il tradizionale “Fora febraro che marso xè qua”: l’invocazione della primavera.
di Luigi Centomo da il Giornale di Vicenza
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