lasciatemi in montagna
2009-07-21 'El grio', il grillo, cosi' la chiamavano i genitori fin da piccola perche' non stava mai ferma. Cristina Castagna, 31 anni, alpinista esperta di Valdagno (Vicenza) e' morta sabato scorso precipitando perdecine di metri dalle vette del Broad Peek, uno spuntone del Karakorum a circa ottomila metri d'altezza. La notizia e'rimbalzata dall'Oriente attraverso i telefoni cellulari. Ilprimo a comunicare la tragedia e' stato Giampaolo Casarotto, altro esperto alpinista, che si trovava con Cristina sul Broad Peek. 'Era davanti a me di una decina di metri - ha raccontato- poi l'ho vista scivolare in un crepaccio. L'ho raggiunta, ma era gia'morta'. Una disgrazia che Cristina stessa non aveva escluso potesse succedere, dato che prima di partire per l'ennesima missione in montagna aveva affidato le sue ultime volonta' ai famigliari. In caso di disgrazia chiedeva di essere lasciata li', nel paradiso dell'alpinismo.
Cristina Castagna era nota per la sua passione delle alte quote. Una passione vera, chenegli ultimi cinque anni l'aveva spinta ai confini del mondo incerca di emozioni. Era abituata a salire oltre gli ottomila metri, il Broad Peek, K3 come viene definito, l'aveva raggiuntoda poche ore assieme al compagno di cordata Giampaolo Casarotto. Cristina Campagna lavorava come infermiera al Pronto Soccorso dell'ospedale San Bortolo di Vicenza, i colleghi laricordano come una donna forte e determinata. Disperazione a casa sua e cordoglio dell'intera cittadina: 'Abbiamoperso una delle nostre figlie piu' illustri', ha detto il sindaco Alberto Neri.
LASCIATEMI IN MONTAGNA la giovane, prima della partenza, aveva lasciato scritto di suo pugno, «Se mi succederà qualcosa lasciatemi dove la montagna mi ha chiamato a sé».
Il suo programma prevedeva, dopo il Broad Peak, di scalare successivamente il Gasherbrum I (8.068 metri). All'attivo aveva gia quattro cime sopra gli ottomila metri: lo Shisha Pangma conquistato nel 2004, al Gasherbrum II (2005), al Dhaulagiri (2007) e al Makalu espugnato lo scorso anno.
dal suo sito leggiamo
Sono nata a Valdagno una citta ai piedi delle Piccole Dolomiti , forse anche per questo sono appassionata della montagna , penso di essere molto fortunata , in pochi minuti posso spaziare nei miei intinerari preferiti della zona : Cima Carega , il Pasubio , Campogrosso Recoaro Mille ecc.... Spesso finisco la notte all'ospedale e parto , si perchè la mia vita stà correndo , come il Bian-Coniglio , mai fermo
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IL RICORDO DI FRANCO PERLOTTO sindaco di Recoaro Terme e guida alpina
«L’avevo incontrata sul carega: sembrava volare sul ghiaione» Rideva. Sorrideva sempre Cristina Castagna. Sorrideva anche quel giorno che la incontrai giù da Bocchetta Fondi sul carega. Sembrava volare su per il ghiaione, mentre si preparava per un ottomila. Io scendevo, lei saliva. Si fermò di colpo, senza fiatone. Era molto allenata e la fatica non si vedeva. Qualche mese prima era venuta in Brasile a trovarmi in Ambasciata dove lavoravo. Poi un lungo viaggio in auto con me e Paola Pianalto verso Ouro Preto, a vedere un progetto sui bambini di strada. Sorrideva sempre, come quando era in montagna. Ci divertimmo molto in quel viaggio. Anche quando decidemmo di fare il bagno in una pozza sotterranea di un'antica miniera d'oro. Ma anche laggiù si parlò delle nostre montagne, quelle di cui ero un po' orfano a causa del mio lavoro lontano e dove lei invece si allenava continuamente. Qui sulle Piccole Dolomiti ci conosciamo un po' tutti. Lei di San Quirico, frazione di Valdagno, gravitava sempre a Recoaro. Amava le nostre montagne, le nostre Piccole Dolomiti. Si era iscritta alla nostra sezione di Recoaro del Club Alpino Italiano. Ma è un po' così con tutti quelli di San Quirico, soprattutto tra gli amanti delle montagne. Un po' valdagnesi, un po' recoaresi. Amici e vicini, sempre insieme. Gli alpini come quelli del Cai. Cristina era della nostra valle, delle nostre montagne. Era tutti noi. Ogni volta che partiva per un ottomila le facevamo il tifo, tutti dalla Brigida Cornale a stappare un prosecco. Ogni volta che tornava una grande festa. Ogni tanto veniva anche suo zio Roberto, mio compagno di cordata in scalate fatte negli anni settanta sul carega, sul Baffelan, sul Pasubio. Ma Cristina in alta quota era la più brava di tutti noi. Piccola, minuta, ma con un fiato da leone. Noi della generazione passata la invidiavamo un po'. Ci aveva lasciato indietro, su per le montagne. Ma quello che più voglio ricordare di lei è il suo sorriso, la sua spensieratezza. Cristina ha saputo fare quello che voleva: scalare montagne. Con determinazione e volontà, ma sempre con il sorriso.
Cristina Castagna era nota per la sua passione delle alte quote. Una passione vera, chenegli ultimi cinque anni l'aveva spinta ai confini del mondo incerca di emozioni. Era abituata a salire oltre gli ottomila metri, il Broad Peek, K3 come viene definito, l'aveva raggiuntoda poche ore assieme al compagno di cordata Giampaolo Casarotto. Cristina Campagna lavorava come infermiera al Pronto Soccorso dell'ospedale San Bortolo di Vicenza, i colleghi laricordano come una donna forte e determinata. Disperazione a casa sua e cordoglio dell'intera cittadina: 'Abbiamoperso una delle nostre figlie piu' illustri', ha detto il sindaco Alberto Neri.
LASCIATEMI IN MONTAGNA la giovane, prima della partenza, aveva lasciato scritto di suo pugno, «Se mi succederà qualcosa lasciatemi dove la montagna mi ha chiamato a sé».
Il suo programma prevedeva, dopo il Broad Peak, di scalare successivamente il Gasherbrum I (8.068 metri). All'attivo aveva gia quattro cime sopra gli ottomila metri: lo Shisha Pangma conquistato nel 2004, al Gasherbrum II (2005), al Dhaulagiri (2007) e al Makalu espugnato lo scorso anno.
dal suo sito leggiamo
Sono nata a Valdagno una citta ai piedi delle Piccole Dolomiti , forse anche per questo sono appassionata della montagna , penso di essere molto fortunata , in pochi minuti posso spaziare nei miei intinerari preferiti della zona : Cima Carega , il Pasubio , Campogrosso Recoaro Mille ecc.... Spesso finisco la notte all'ospedale e parto , si perchè la mia vita stà correndo , come il Bian-Coniglio , mai fermo
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IL RICORDO DI FRANCO PERLOTTO sindaco di Recoaro Terme e guida alpina
«L’avevo incontrata sul carega: sembrava volare sul ghiaione» Rideva. Sorrideva sempre Cristina Castagna. Sorrideva anche quel giorno che la incontrai giù da Bocchetta Fondi sul carega. Sembrava volare su per il ghiaione, mentre si preparava per un ottomila. Io scendevo, lei saliva. Si fermò di colpo, senza fiatone. Era molto allenata e la fatica non si vedeva. Qualche mese prima era venuta in Brasile a trovarmi in Ambasciata dove lavoravo. Poi un lungo viaggio in auto con me e Paola Pianalto verso Ouro Preto, a vedere un progetto sui bambini di strada. Sorrideva sempre, come quando era in montagna. Ci divertimmo molto in quel viaggio. Anche quando decidemmo di fare il bagno in una pozza sotterranea di un'antica miniera d'oro. Ma anche laggiù si parlò delle nostre montagne, quelle di cui ero un po' orfano a causa del mio lavoro lontano e dove lei invece si allenava continuamente. Qui sulle Piccole Dolomiti ci conosciamo un po' tutti. Lei di San Quirico, frazione di Valdagno, gravitava sempre a Recoaro. Amava le nostre montagne, le nostre Piccole Dolomiti. Si era iscritta alla nostra sezione di Recoaro del Club Alpino Italiano. Ma è un po' così con tutti quelli di San Quirico, soprattutto tra gli amanti delle montagne. Un po' valdagnesi, un po' recoaresi. Amici e vicini, sempre insieme. Gli alpini come quelli del Cai. Cristina era della nostra valle, delle nostre montagne. Era tutti noi. Ogni volta che partiva per un ottomila le facevamo il tifo, tutti dalla Brigida Cornale a stappare un prosecco. Ogni volta che tornava una grande festa. Ogni tanto veniva anche suo zio Roberto, mio compagno di cordata in scalate fatte negli anni settanta sul carega, sul Baffelan, sul Pasubio. Ma Cristina in alta quota era la più brava di tutti noi. Piccola, minuta, ma con un fiato da leone. Noi della generazione passata la invidiavamo un po'. Ci aveva lasciato indietro, su per le montagne. Ma quello che più voglio ricordare di lei è il suo sorriso, la sua spensieratezza. Cristina ha saputo fare quello che voleva: scalare montagne. Con determinazione e volontà, ma sempre con il sorriso.
massimo